Referendum Consultivo sulla Città Metropolitana

referendumDopo la maldestra ma ben organizzata raccolta di firme tenutasi a Bracciano nei giorni scorsi per richiedere un referendum sull’adesione (?) alla Città Metropolitana di Roma Capitale, e dopo l’apertura del Sindaco Giuliano sala ad un’eventuale consultazione referendaria (qui il Comunicato Stampa) sul tema, vorrei meglio capire gli aspetti di questa eventualità e gli impatti che si avrebbero sui diversi fronti: legislativi, prospettici e organizzativi.

Referendum Consultivo: metodo per coinvolgere i cittadini nelle decisioni

Ultimamente si è fatto un gran parlare di Referendum (anche se in pochi secondo me conoscono questo strumento, le sue diverse tipologie e le regole per la sua istituzione, etc.) da parte dei politici e della stampa locale. Si richiede un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle scelte dell’Amministrazione comunale e di accorciare il filo tra i rappresentanti ed i rappresentati per aumentare la partecipazione.

Poiché un tema di grande attualità è rappresentato dalla Città Metropolitana, non tanto dalla sua istituzione quanto, piuttosto, dall’opportunità dell’appartenenza a questo ente, si sta pensando di aprire la consultazione ai cittadini. A prescindere dagli eventuali quesiti, lo strumento potrebbe essere corretto se ben applicato e se i costi non fossero troppo onerosi per i contribuenti.

L’amministrazione potrebbe avere un mandato più rafforzato nel prendere decisioni (sembra) vitali per la nostra vita quotidiana nella nostra città. Inoltre mi pare difficile si possa tornare indietro a questo punto, pena la quasi totale perdita della faccia e del consenso da parte del Sindaco e del Consiglio Comunale.

A cosa serve il Referendum Consultivo?

Serve per sentire il parere popolare circa una determinata questione politica (mera richiesta di parere legalmente non vincolante quanto alla decisione successiva). Per essere indetto deve essere richiesto almeno da parte del 25% degli aventi diritto, con firme che devono essere autenticate dinanzi a pubblici ufficiali.

Quale l’organizzazione ed i costi?

Per avviare il referendum vero e proprio, bisogna decidere e presentare il quesito o i quesiti, avviare una campagna elettorale, allestire i seggi per la votazione vera e propria, nominare presidenti e scrutatori. I costi, ancora da definire, saranno ovviamente a carico della collettività. I temi sono ovviamente ancora da definire.

Regole per la richiesta di mutazione di circoscrizione provinciale

Vige il procedimento ordinario per il passaggio di singoli comuni da una provincia limitrofa alla città metropolitana (o viceversa) che prevede l’applicazione dell’articolo 133 primo comma della Costituzione, che richiede per il mutamento delle circoscrizioni provinciali una legge dello Stato adottata su iniziativa dei comuni interessati, sentita la regione.

Rispetto al procedimento dell’art. 133 Cost., viene rafforzato il ruolo della regione, dal momento che, in caso di parere negativo della stessa, il Governo è tenuto a promuovere un’intesa tra la regione e i comuni interessati, da definirsi entro 90 giorni. In caso di mancato raggiungimento dell’intesa entro tale termine, la decisione spetta al Consiglio dei ministri, che delibera in ordine alla presentazione al Parlamento del disegno di legge sulle modifiche territoriali di province e di città metropolitane.

Ha senso un quesito sull’ingresso nella Città Metropolitana di Roma Capitale?

Se, come penso, le opposizioni o, comunque, il 25% degli aventi diritto al voto chiederanno l’indizione di un Referendum Consultivo sull’opportunità di “mollare” la Città Metropolitana di Roma Capitale in favore dell’ingresso nell’area di Viterbo-Rieti credo che avremo perso un bel po’ di tempo e di soldi solo per permettere a qualcuno di fare marketing politico.

Infatti dovremmo considerare che:

  • il 5 ottobre si vota per il Consiglio Metropolitano (di cui Bracciano fa parte PER LEGGE) con elezione di II livello;
  • Per indire il referendum ci vuole tempo, mentre i nostri rappresentanti dovrebbero cominciare a lavorare sullo Statuto (vera arma in mano ai sindaci della Città Metropolitana per far emergere le istanze del territorio rappresentato);
  • Non è detto che la Regione esprima parere positivo;
  • Non è detto che la Provincia di destinazione “voglia” Bracciano;
  • Non è detto che, in caso di mancato accordo tra Regione e Comune, il CdM deliberi in senso positivo;
  • Siamo davvero sicuri di poter dire la nostra nell’area di destinazione? E siamo sicuri che ci siano risorse a sufficienza per sviluppare anche la nostra economia?

“cui prodest”? Ditemelo voi.

Personalmente credo, nel caso il quesito sul mutamento di circoscrizione abbia successo, che questo sia totalmente inutile, quand’anche una colossale perdita di tempo e soldi.

Considerazioni sui quesiti

Credo invece sia veramente utile ed interessante in termini di consultazione popolare sul mandato da dare ai rappresentanti istituzionali votare su quesiti inerenti i contenuti dello Statuto della Città Metropolitana!

Questo è lo strumento che ci permetterà di contare qualcosa all’interno della Città Metropolitana insieme alle altre città della nostra area. Infatti andrà a colmare i vuoto normativo dell’ente “contenitore” e lo disciplinerà anche potenzialmente a livello elettivo.

Oltretutto lo Statuto, oltre che essere elaborato dalla Consulta dei Sindaci, sarà da questa approvato con il meccanismo “una testa, un voto”. Da qui la sua importanza nel processo costitutivo della Città Metropolitana.

In conclusione: mi piacerebbe poter votare proposte dell’Amministrazione Comunale sul contributo che si vorrebbe apportare alla redazione dello Statuto, e non un anacronistico quanto inutile quesito sull’appartenenza ad un area piuttosto che ad un altra.

 

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